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Progetti

Al di là delle piccole produzioni di cortometraggio visibili in questo sito, quelli che seguono sono due progetti di lungometraggio in lavorazione. Si tratta di due documentari, uno ambientato in Camerun (e in Italia), l'altro in Myanmar. Di seguito alcune indicazioni di massima.
Per informazioni più dettagliate:

"Terzo mondo, primo, terzo"

Da ragazzino vende scarpe usate per le strade di Yaoundé. Quindi arriva in Italia, prosegue gli studi e si laurea, si sposa e diventa papà. Oggi Raymon Dassi vive e lavora a Bologna. Dopo quasi dieci anni di assenza, decide che è ora di tornare da dove è venuto.
"Terzo mondo, primo, terzo" racconta alla rovescia una straordinaria avventura migratoria tra Italia e Camerun, tra i comfort cittadini e l'asprezza della vita nel villaggio natio, sperduto in mezzo a montagne incontaminate. Un percorso disseminato di sorprese e di incontri incredibili, con i primi maestri, gli stregoni, i vecchi amici. Un percorso, sospeso tra il passato e il presente, in bilico tra la vita e la morte, colmo di risate per coloro che si ritrovano e di lacrime per quelli che nel frattempo se ne sono andati. Una storia africana, quasi ordinaria.

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"La favola birmana"

Un viaggio nell'incantevole paese delle mille pagode d'oro, fra monasteri, templi e una spiritualità arcaica e profonda. Villaggi dispersi tra le risaie, incastonati tra fiumi, laghi e monti. Esistenze semplici, volti sorridenti, una quiete irreale.
E al contempo un viaggio sotto la superficie di questo paradiso rurale, oltre la facciata della propaganda di regime. Lo stato di polizia, la repressione politica, l'instabilità sociale, le violazioni dei diritti umani.
"La favola birmana" è un racconto a metà strada tra il documentario di viaggio e il film politico. Dei due generi mescola il linguaggio, nel tentativo di restituire la duplice natura del paese. Che non è soltanto, né principalmente, un'incantevole meta turistica. A raccontarlo con la massima eloquenza è la testimonianza diretta, raccolta di recente, di Ka Hsaw Wa, prima vittima dei soprusi della giunta militare, poi per anni fuggiasco nella giungla, quindi oggi insigne attivista per la causa democratica birmana.

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